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Images from week one of the 2019 Isle of Man TT
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TT special: un decennio con John McGuinness

Jun 032019

Il Re della montagna. Il pilota più blasonato a competere nel TT dell' Isola di Man è di nuovo in forma. Dopo 23 anni di carriera di lunghe e veloci road race, il 2019 è un anno decisivo per John McGuinness.

Dopo un incidente ad alta velocità nel 2017, che gli ha procurato la rottura di una gamba, delle costole e della schiena costringendolo a stare in panchina per quasi due stagioni, il quarantasettenne è ora tornato in piena forma. E guiderà una moto completa, gareggiando nelle categorie Superbike e Lightweight con il produttore britannico Norton, al TT-Zero completamente elettrico con Mugen e nella categoria Supersport con Padgetts Racing.

Il ritorno in piena forma di quest'anno con la partecipazione in quasi tutte le categorie disponibili al TT 2019 dell’Isola di Man coincide anche con i 10 anni di collaborazione con Monster Energy. Per l'occasione, diamo un'occhiata a un pezzo fondamentale del kit di sicurezza che protegge e mantiene fresca la testa di McGuinness quando corre ai 320 km/h, tiene lontana la sfiga con una bambola voodoo e per l'edizione 2019 presenta una versione rinnovata del design che il pilota inglese ha indossato 10 anni fa.

NUOVI RECORD E INSETTI SUL CASCO

Iniziamo con un salto indietro nel 2009. Due intense settimane di gare soleggiate hanno visto la realizzazione di nuovi record di velocità. McGuinness allora infranse il record di giri e stabilì un nuovo record di classe Superbike di 209,92 km/h (17' 21.29) al secondo giro.

A bordo della sua 1000cc Honda Fireblade, McGuinness completò i sei giri obbligatori della gara del percorso della montagna con un eccezionale tempo di 1:46.07 secondi, vincendo la gara di apertura di superbike e percorrendo più di 363 km. È come percorrere la distanza che separa Londra da Liverpool oppure Parigi e Bruxelles, su stradine alberate in meno di due ore e facendo con due pitstop.

Alla fine della settimana, McGuinness sembrava in corsa per completare una doppia vittoria da sogno in Superbike, finché non è avvenuto il disastro. Mentre era in testa della Senior TT con un vantaggio quasi irraggiungibile sul compagno di squadra Steve Plater, la catena della sua Fireblade si ruppe, mettendo fine al suo trionfo.

Il suo casco pieno di insetti spiaccicati è un crudo ricordo della gara: “Questo è, o meglio era il migliore casco di Shoei all’epoca, l’X-Spirit ed è rimasto esattamente come quando ho finito il Senior TT 2009. Non l’ho mai ripulito dagli insetti e dallo sporco. Se ottengo un bel risultato con un casco al TT, non lo pulisco e lo metto nella mia collezione” ha spiegato McGuinness.

“Stavo uscendo da Ramsay imboccando Parliament Square e quando stavo passando dalla prima alla seconda marcia la catena si è spezzata. Avevo un vantaggio di 21 secondi su Steve Plater, che era mio compagno di squadra all’epoca. Volevo batterlo con tutto me stesso per quello che aveva detto che avrebbe fatto se avesse vinto. Ero completamente abbattuto! Si vede il segno sulla visiera, perché mi sono arrabbiato e ho colpito il serbatoio del carburante. Quando sono sceso dalla moto e mi sono tolto il casco ero davvero arrabbiato, ma poi qualcuno nel pubblico mi ha passato qualcosa da bere e un panino al formaggio e dopo qualche morso ho pensato che poteva andare peggio…”

Al di là delle testate, McGuinness usa i caschi Shoei da più di 15 anni e attualmente indossa il principale modello da corsa del produttore giapponese, l’X-Spirit III. “Ho un buon rapporto con Shoei dal 2005” prosegue McGuinness. “Sono con la stessa donna da trent’anni, quindi si può dire che sono un tipo fedele! Quando gareggi sull’Isola di Man, è fondamentale avere un buon equipaggiamento sulla testa e non potrei chiedere di meglio a Shoei. È davvero importante che il casco calzi bene e che sia il migliore possibile. Il sistema di ventilazione funziona bene, la luce e la visibilità sono ottime, è un casco fantastico. È quel genere di equipaggiamento che vuoi che funzioni alla perfezione e non vuoi mai testare!"

 

IL DESIGN

 

“Il modo in cui gli adesivi sono applicati sul casco è dovuto al fatto che volevo guadagnarmi qualche soldo. Li ho fatti io. Sembra il lavoro di un bambino di cinque anni. Il 2009 è stato l’inizio della mia avventura con Monster Energy, quindi quest’anno festeggiamo i dieci anni e da altrettanto tempo Monster Energy è title sponsor del TT. Mi piace tanto il brand. All’epoca quando misi l’artiglio Monster sul mio casco dissi: “Se vi piace quello che vedete possiamo fare qualcosa insieme in futuro, altrimenti posso toglierlo. Da allora è stata una collaborazione fantastica.

 

“Il design sul mio casco risale al 1999 quando ho vinto il mio primo TT. Sono andato in America quell’anno per gareggiare alla Daytona. Sono caduto e ho distrutto il casco. Al tempo dividevo il garage con un tizio di nome Jack Silverman. Aveva un museo con un sacco di roba del Nord e del Sud America e aveva anche tantissimi caschi con gli stessi disegni degli artefatti che conservava nel suo museo. Aveva questo casco con il disegno che ho adesso di una bambola azteca che allontana gli spiriti maligni. Era un casco taglia small che mi calzava bene quindi l’ho indossato e ho vinto la Daytona, il campionato britannico e il mio primo TT. Ho sempre pensato che la bambola mi portasse un po’ di fortuna!”

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